Le città di Fès e Azrou hanno ospitato, il 30 e 31 maggio, due conferenze sui pericoli ecologici in materia di energia, organizzate dal tessuto associativo ambientale locale, rappresentato da dieci associazioni.
Questi incontri sono stati l'occasione per i partecipanti di suonare il campanello d'allarme e denunciare gli effetti nefasti che potrebbe avere lo sfruttamento del gas di scisto e dell'energia nucleare. Gli attori associativi che hanno preso parte a queste conferenze hanno, in effetti, perorato la non utilizzazione di queste due tecniche energetiche, passando in rassegna i numerosi pericoli ecologici che presentano. Intervenendo in questa occasione, Mohamed Benata, ingegnere agronomo e presidente dello Spazio di solidarietà e cooperazione dell'Orientale, ha fatto sapere che la produzione del gas e degli oli di scisto costituisce un pericolo per l'economia verde in Marocco. «Lo sfruttamento del gas di scisto utilizza la fratturazione idraulica dei gas di scisto, che è una tecnica inefficiente, a rapporto energetico molto basso che esige l'impiego di grandi quantità d'acqua e di prodotti chimici molto pericolosi che inquinano le falde freatiche, l'aria e il suolo (benzene, metano, solfuro di idrogeno, ecc.) ed espongono l'Uomo, la fauna e la flora a malattie pericolose come le intossicazioni e il cancro. Lo sfruttamento degli oli di scisto è anche considerato tra le industrie più distruttrici dell'ambiente e del paesaggio naturale», ha spiegato. Secondo lui, visto che il costo ambientale di uno sfruttamento dei gas e degli oli di scisto sarebbe infinitamente più grande dei molto deboli benefici che trarrebbe il Marocco dalle società straniere sfruttatrici, bisogna assolutamente fermare tutti i cantieri relativi a questa industria sul territorio nazionale e astenersi dal concedere nuovi permessi di sfruttamento. Da parte sua, la Dr.ssa Ghizlane Ghallab, membro fondatore del collettivo «Marocco solare, Marocco senza nucleare», ha affermato il ruolo della società civile nei dibattiti pubblici e il suo coinvolgimento nella presa di decisioni in materia di scelte energetiche, chiamando fermamente a fermare ogni progetto di energia nucleare in Marocco. «L'Uomo, la sua salute e la sua sicurezza devono imperativamente costituire la prima preoccupazione di ogni avventura tecnologica. L'energia nucleare è la più pericolosa energia nel mondo, poiché il suo impatto è quasi irreversibile nel tempo. Si tratta, in effetti, di un regalo avvelenato per le generazioni future. Inoltre, i rischi di terrorismo o di incidenti legati al nucleare sono tutt'altro che trascurabili, come attesta l'incidente di Fukushima le cui radiazioni sono arrivate attraverso le acque sulle coste pacifiche americane. Di conseguenza, il pianeta continua a trattenere il respiro, poiché la situazione è tutt'altro che sotto controllo», indica. E conclude: «Tutte queste ragioni devono incitare i politici ad abbandonare ogni progetto di energia nucleare in Marocco, in particolare quello della creazione di una centrale nucleare tra Safi ed Essaouira e puntare di più sulle energie rinnovabili, che sono molto più promettenti e permettono di preservare l'ambiente e la salute dell'Uomo».
Per un Marocco senza nucleare. Creato nel 2011, in seguito all'incidente di Fukushima, il collettivo «Marocco solare, Marocco senza nucleare» è composto da cittadini preoccupati per lo sviluppo del programma nucleare marocchino. Denunciando i rischi dell'energia nucleare, i suoi costi, i suoi impatti sanitari e ambientali, questo collettivo aspira a sensibilizzare la popolazione marocchina e a suscitare un dibattito nazionale attorno al soggetto. «Marocco solare, Marocco senza nucleare» opera per invitare al suo dibattito esperti in nucleare e in energia solare, il ministero dell'Energia, l'Ufficio nazionale dell'elettricità, il Masen (Agenzia marocchina per l'energia solare) e i giornalisti. Il collettivo propugna anche lo sviluppo dell'energia solare, così come di altre energie rinnovabili per compensare la produzione energetica e creare in Marocco un'economia sostenibile e perenne.
Fornitore/Fonte : Le Matin